L’ultimo viaggio del Conte Rosso, 2016

Il racconto dei giocatori che sostituirono il Grande Torino nelle ultime partite del campionato di calcio 1949.


Un documentario di Fabiana Antonioli, prodotto da Filmika opificio dell’immagine, 2016.

Colonna sonora originale di Marco Milanesio; durata 36′.


E’ il tardo pomeriggio del 4 maggio 1949 quando finisce tutto e inizia il racconto. La mitica squadra di calcio del Grande Torino muore sulla sua città. Guido, Antonio, Lando e Umberto sono giovani promesse del vivaio granata. Il destino li costringe a vestire i panni dei loro idoli e a scendere in campo al loro posto, 9 giorni dopo i funerali e per le ultime 4 partite di Campionato. Quelle partite, le vinceranno tutte. Questa è la loro storia.

Guido Vandone al campo Filadelfia, 2013 (foto Gianni Bessone).

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INTERPRETI (tra gli altri):

UMBERTO MOTTO : capitano. A lui e ai compagni toccò un compito amaro. Quello di sostituire Mazzola e gli Invincibili nelle ultime quattro gare della stagione ’48-’49, quando il Toro aveva già lo scudetto cucito sul petto, l’ultimo vinto da quei ragazzi straordinari. “Un grande onore per aver sostituito i grandissimi campioni – ha quasi le lacrime agli occhi Umberto – “tanto dolore per quello che era successo. Non torno mai volentieri in certi luoghi, mi si spezza il cuore”.

ANTONIO GIAMMARINARO: mezzala. Cinquant’anni di calcio che lo hanno portato dal Grande Torino all’Abruzzo. «Al provino con i granata», racconta, «arrivai in pantaloncini corti e senza nemmeno gli scarpini da calcio. Due tram per arrivare al Filadelfia, da solo. Finalmente l’allenatore Ussello fece un cenno, mi diedero scarpe e divisa, andai in campo con la squadra riserve dei boys. Vincemmo tre a zero e prima di andar via mi diedero maglia, camicia e pantaloni e mi dissero di tornare l’indomani assieme a mio padre. In sede ad aspettarci c’era il presidente Novo”.

LANDO MACCHI: centrocampista. «Su quell’aereo dovevo esserci anch’io». Lando, classe 1930, giocava nella formazione Ragazzi quando il 4 maggio, l’aereo che riportava a casa Valentino Mazzola e compagni, di ritorno da un’amichevole a Lisbona. Lando era una bella speranza del nostro calcio. A distanza di qualche giorno dalla tragedia, seppe che avrebbe dovuto prendere parte a quella trasferta…

E poi lui : GPO. Quello che quando ti scrive, conclude con “W noi.”. E che, a parlare dell’ultimo scudetto tanti anni fa, accolse una giovane troupe femminile in mutande perchè era rimasto addormentato. Lui, che da direttore del Tuttosport, titolò: “Lassù, qualcuno li ama”. Chi mastica calcio italiano, sà a cosa si riferisse. E sà quanto vale un giornalista sportivo come lui. Gian Paolo è un amico, un maestro, un antijuventino come ne ho trovati pochi.

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