guardare ad occhi chiusi

Nel 1917 Freud, affrontando l’argomento della supremazia umana, scriveva:

“L’uomo, nel corso della sua evoluzione civile, si eresse a signore delle altre creature del mondo animale. Non contento di un tale predominio, cominciò a porre un abisso fra il loro e il proprio essere. Disconobbe ad esse la ragione e si attribuì un’anima immortale, appellandosi ad un’altra origine divina che gli consentiva di spezzare i suoi legami col mondo animale”.

Spezzare i legami col mondo animale equivalse a spezzare un legame con noi stessi e ad alienarsi sistematicamente da tutto quello che è natura e, quindi, anche da noi, che della natura siamo, nè più nè meno, una delle innumerevoli forme.

Il rapporto tra gli umani e gli altri esseri iniziò ad avvicinarsi a quello odierno: dominazione, controllo e manipolazione; un rapporto che vede l’uomo prendere decisioni sulla vita e sulla morte di quelli che sono diventati i “suoi” animali. E rendendo, secondo alcuni, violenza e barbarie socialmente accettate nel profondo delle nostre culture.

Il premio Nobel Isaac Singer (sopravvissuto all’Olocausto), disse: “Nei confronti degli altri esseri viventi, tutti gli uomini sono nazisti”.

Poichè credo che gli animali abbiano pensieri ed emozioni, a volte il loro sguardo mi imbarazza. Mi è sembrato di vederli liberi dal nostro controllo quando per brevi istanti chiudono gli occhi, per pensare, dormire, o forse solo per non vederci, almeno per un attimo.

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